National Geographic

Nato quasi 130 anni fa con la fondazione della National Geographic Society (ente non profit scientifico ed educativo con una missione di promozione di conoscenza scientifica, esplorazione e conservazione) quello di National Geographic è uno tra i brand più noti e autorevoli al mondo. Oggi raggiunge oltre 730 milioni di persone nel mondo in 170 nazioni di tutti i continenti e ha più di 250 milioni di contatti sui social media.

Un anno fa è nata National Geographic Partners, la joint venture tra il gruppo Fox e la National Geographic Society. La missione di questa nuova entità è quella di gestire a 360 gradi tutte le attività commerciali di National Geographic, dal canale tv – in Italia in esclusiva su Sky, all’intero licensing del brand, a partire dal mensile edito in Italia dal gruppo Espresso, fino al lavoro dei suoi fotografi, alle piattaforme digitali, ai viaggi, i libri, le guide turistiche e tanto altro.

Ma la cosa più importante è che un terzo dei profitti generati dalle attività di National Geographic Partners va a finanziare progetti di ricerca scientifica e conservazione ambientale, anche in Italia, creando un circolo virtuoso unico al mondo tra media, no-profit e ricerca scientifica.

National Geographic finanzia progetti di ricerca che contribuiscano a sviluppare la conoscenza del nostro pianeta e a generare soluzioni per un futuro sostenibile.

L’obiettivo è quello di identificare, sostenere e fare crescere professionalmente persone in grado di cambiare il mondo di oggi e di domani grazie a idee innovative e coraggiose in tema di esplorazione, ricerca scientifica, conservazione, educazione e storytelling.

Dalla sua nascita nel 1888, la National Geographic Society ha finanziato oltre 12.600 progetti di ricerca e conservazione.

Nel 2016 i grant concessi sono stati circa 500.

Tra i progetti finanziati da National Geographic nel corso degli anni, la scoperta di Macchu Picchu e quella del relitto del Titanic.

Tanti i ricercatori finanziati, tra loro la primatologa Jane Goodall, l’oceanologa Sylvia Earle; il regista e esploratore sottomarino James Cameron; Joel Sartore che sta completando un progetto monumentale fotografando tutti gli animali oggi esistenti; Dereck e Beverly Joubert straordinari documentaristi e fotografi esperti di ecosistemi africani; il biologo marino Enric Sala che coordina un progetto internazionale di salvaguardia degli oceani.

Nel corso degli ultimi anni anche alcuni italiani hanno ricevuto borse di ricerca di National Geographic, tra loro, Massimo Ricci autore di uno studio sperimentale sulla cupola del Brunelleschi del Duomo di Firenze; Dario Mascali Piombino che conduce un’indagine storica e paleopatologica su un gruppo di mummie in Sicilia; Maurizio Forte responsabile di un progetto multidisciplinare di ricerca archeologica sul sito etrusco-romano di Vulci in provincia di Viterbo; Corinna Rossi che applica le tecniche di rilevazione in 3D alla ricerca archeologica; Vittorio Maselli che studia gli tsunami e il paleontologo esperto di dinosauri Federico Fanti.

Le borse di ricerca di National Geographic non costituiscono, quindi, unicamente una forma di sostegno finanziario ma garantiscono l’ingresso in una comunità vasta quanto prestigiosa, quella dei National Geographic Explorer.

I candidati ideali alle borse di ricerca di National Geographic sono persone, maggiorenni, provenienti da qualsiasi parte del mondo che non abbiano paura di rischiare, innovare e mettere alla prova se stessi e gli altri. Persone che vogliano spingersi oltre i propri limiti e, soprattutto, condividere idee, sapere e risultati per cercare nuove soluzioni a problemi di diversa natura con lo scopo ultimo di salvaguardare il nostro pianeta e tutte le forme di vita che lo popolano.

Le borse, della durata media di 12 mesi, vengono assegnate dal Committee for Research and Exploration della National Geographic Society.

I progetti candidati devono rispondere a requisiti di originalità e innovazione ed essere di interesse il più possibile ampio e avere come risultato un cambiamento di qualche genere.

Possono partecipare cittadini di tutti i paesi del mondo e che operano in tutto il mondo, unico requisito per la candidatura del progetto è che almeno un membro del team sia cittadino del paese dove il progetto si svolge.

Non vengono offerte borse di studio ma unicamente di ricerca e non vengono finanziati progetti di ricostruzione o restauro di siti archeologici o architettonici.

È consentito sottoporre solo un progetto alla volta e non è consentito ricandidare un progetto già scartato. Le borse vengono assegnate unicamente sulla base del merito, non sono ammesse lettere di raccomandazione.

Il comitato che assegna le borse di ricerca si riunisce 4 volte l’anno ed è consigliabile fare domanda con almeno 4/6 mesi di anticipo. La prossima riunione del Comitato è prevista per il 1° luglio 2017, le delibere verranno rese note entro il 30 novembre 2017.

Le domande, redatte in lingua inglese e corredate da curriculum sempre in inglese, vanno sottoposte solo e unicamente tramite il sito dedicato: http://www.nationalgeographic.org/grants

Per ulteriori informazioni e dettagli: http://www.nationalgeographic.org/grants/faq/

3 ambiti principali

3 sono gli assi principali che guidano l’assegnazione delle borse di ricerca:

Il viaggio dell’umanità

A sostegno di progetti che studino e documentino l’esperienza umana nel corso del tempo, per conservare e celebrare la nostra eredità culturale.

I campi sono quelli di antropologia, archeologia, paleoantropologia, psicologia, salute umana, geografia umana.

In particolare: migrazioni, adattamento al cambiamento climatico, diversificazione culturale e genetica.

Natura

A sostegno di progetti che studino e documentino la biodiversità allo scopo di conoscere e proteggere specie, habitat e ecosistemi (marini e terrestri).

I campi sono quelli di biologia, ecologia e conservazione.

Particolare interesse per i temi della biodiversità in ambienti alterati dalla presenza umana, effetti del cambiamento climatico sulla biodiversità, sfruttamento delle risorse naturali.

Un pianeta che cambia

A sostegno di progetti che studino e documentino la Terra e i mari oggi, in passato e in futuro, allo scopo di conoscere meglio e proteggere l’ambiente naturale.

I campi sono quelli di geologia, geochimica, geografia fisica, ecologia marina, oceanografia, paleontologia, astronomia.

Particolare interesse per i temi conservazione degli ambienti marini, disastri naturali, cambiamento climatico, storia della terra.

I diversi tipi di progetti finanziati

Ricerca

Le borse di ricerca sostengono progetti scientifici di alto livello che abbiano lo scopo di dare risposte precise a domande precise con risultati misurabili. Solitamente questo tipo di finanziamento va alla ricerca sul campo: vengono assegnati sulla base del merito scientifico e del curriculum.

Conservazione

I finanziamenti alla conservazione finanziano progetti che portino a risultati tangibili ottenuti attraverso azioni scientificamente testimoniabili, come la valutazione dello status di rischio per culture, specie o ecosistemi; piani e strumenti innovativi di conservazione ambientale; progetti educativi per le comunità locali che conducano a cambiamenti volti alla conservazione.

Educazione

A sostegno di progetti educativi volti a sviluppare la consapevolezza delle necessità della conservazione dell’ambiente. Progetti pedagogici di tipo tradizionale e non. Progetti di valutazione dell’apprendimento.

Storytelling

Progetti di documentazione del cambiamento ambientale e culturale. Possono essere progetti proposti da fotografi, videomaker, giornalisti, cartografi e analisti di dati.

Tecnologia

Sviluppo di strumenti e metodi innovativi che abbiano un impatto positivo sulle nostre capacità di esplorazione, conservazione e narrazione del nostro pianeta e delle specie che in esso vivono.

I tipi di borse di ricerca

Early Career Grant

Hanno soprattutto lo scopo di offrire una prima opportunità. Questo tipo di finanziamenti di importo contenuto viene concesso anche a ricercatori molto giovani e non particolarmente esperti. Se ne può ricevere solo uno nel corso della carriera.

Standard Grant

Finanziamento concesso a ricercatori di provata esperienza, la richiesta va inoltra almeno 6 mesi prima dell’inizio del progetto.

Expedited Grant

Finanziamento d’emergenza, solitamente concesso entro un mese dalla richiesta in caso di disastri naturali, minacce all’esistenza di un ecosistema o area.