Achilli e Perego

Negli ultimi dieci anni si è risvegliato l’interesse scientifico per lo studio dell’origine delle popolazioni umane, in particolare dei Nativi Americani. Grazie allo studio di genomi completi, sia nucleari sia extra-nucleari (mitocondriali), è stato possibile identificare le varianti genetiche dei primi gruppi di Nativi Americani arrivati nel doppio continente. Inoltre, grazie alla possibilità di sequenziare il DNA estratto da reperti ossei risalenti a migliaia di anni fa (ossia pre-colombiani) si sono ottenute stime temporali più precise riguardo il primo popolamento delle Americhe e si sono potute verificare empiricamente teorie basate precedentemente solo sull’analisi di campioni moderni.

I dati genomici ottenuti concordano sul fatto che le prime popolazioni native arrivarono in Nord America dall’Asia approssimativamente 13-18 mila anni fa attraverso un corridoio di terra chiamato Beringia, che connetteva la Siberia orientale con l’Alaska, e migrarono rapidamente verso sud lungo la costa pacifica fino alla lontana Terra del Fuoco.

Due scienziati italiani, il Prof. Alessandro Achilli e il Dott. Ugo A. Perego, rispettivamente Professore Associato e Visiting Scientist presso il Dipartimento di Biologia e Biotecnologie dell’Università di Pavia, hanno contribuito alla realizzazione di un nuovo studio internazionale intitolato “Ancient individuals from the North American Northwest Coast reveal 10,000 years of regional genetic continuity” e pubblicato sulla prestigiosa rivista Proceeding of the National Academy of Science U.S.A. (PNAS – http://www.pnas.org/), in cui si sono rivelati nuovi e importanti dettagli sul popolamento delle Americhe attraverso l’analisi di genomi completi dei primi Nativi Americani che vivevano sulla costa nord-occidentale del Nord America a partire da più di 10.000 anni fa.

“La costa nord-occidentale del Nord America è sicuramente l’area più interessante da analizzare per uno studio dettagliato sull’intero genoma dei Nativi Americani” spiega il Prof. Alessandro Achilli “perché la migrazione lungo la Costa Pacifica è stata sicuramente quella che maggiormente ha contribuito al primo popolamento delle Americhe”. “In questo studio siamo stati in grado di analizzare sia il genoma nucleare sia quello mitocondriale di un campione antico risalente a 10.300 anni fa, noto tra le popolazioni native come “Shuká Káa” (“Uomo davanti a noi”), rinvenuto nell’isola Principe di Galles sulle coste dell’Alaska, e di altri reperti ossei più recenti datati tra due e sei mila anni fa e recuperati sulle coste della Columbia Britannica in Canada” aggiunge il Dott. Ugo A. Perego.

“Il genoma di questi primi Nativi Americani” sottolinea il prof. Achilli “ci dice che le popolazioni native insediatesi nella costa nord-occidentale durante il primo popolamento della regione sono rimaste pressoché invariate negli ultimi dieci mila anni, escludendo chiari segni di migrazioni successive nella regione”. Infine, conclude il Dott. Perego “abbiamo anche evidenziato una diversità genetica rispetto alle popolazioni delle regioni più interne del Nord-America, grazie alla comparazione con l’intero genoma di altri due reperti datati più di 8.500 anni fa e rinvenuti in Montana e nello stato di Washington”.

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